La recensione del film Even Money

August 27, 2016

Un film diretto in modo magistrale da Mark Rydell, probabilmente il suo prodotto migliore, un regista che nasce nella TV e che riesce in ogni caso a mettere in scena un film di spessore totale e molto accattivante. Sono pochi i film che hanno fatto parlare di lui, sottolineiamo Il fiume dell’ira e Sul lago dorato. Questo film è decisamente stato creato in stile noir, narrando le vicissitudini di personaggi che vengono coinvolti dalla fortuna o sfortuna in situazioni torbide che non possono essere controllate in alcun modo. Ovviamente gli eventi non possono che precipitare e le scelte personali daranno vita alle varie situazioni.

Riassunto

Il film si svolge su tre differenti registri da interpretare in modo vario: noir, criminale e drammatico e la miscela tra questi differenti filoni rende il film molto godibile ed accattivante a tratti. IL cast è formato da attori eccellenti: Kim Basinger, Ray Liotta, Forest Whitaker, Danny DeVito e Tim Roth tra tutti i volti più conosciuti. Le storie si intrecciano sul filo conduttore del gioco d’azzardo ed ovviamente sulla sorte che fa incontrare i diversi personaggi. Grazie all’introduzione di differenti storie il film risulta movimentato e fruibile in modo molto semplice anche se l’originalità non è certo una qualità di questo film. Tutti gli attori eseguono la parte senza andare sopra le righe in una prestazione nella media che non verrà ricordata più di tanto nel tempo, solo Forest Whitaker come sempre è un gradino al di sopra della maggior parte degli attori.

Conclusioni

Even Money è di conseguenza un film omogeneo che segue un filone dal successo già consolidato. Il successo del grande pubblico era inevitabile, ma le critiche dei grandi esperiti lo erano altrettanto, nonostante si tratti certo di un prodotto interessante su vari aspetti, non ultima la tematica del gioco d’azzardo che è sempre molto interessante da seguire in un film di questo genere. Non c’è niente nel film che spicchi per originalità e che lasci il segno nella mente dello spettatore, nemmeno del più “televisivo.” Ci troviamo di fronte ad un mix di generi che non vi farà alzare dalla poltrona del cinema, ma che non vi farà discutere a fine della proiezione. Un film senza infamia e senza lode.

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